Le 10 borse firmate che dovresti assolutamente conoscere

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Kelly – Hermes

Alle borse di culto, gli esperti in campo sociologico hanno dedicato pagine di imperscrutabili statistiche, eppure si sussurra che il segreto del loro successo non sia frutto di ricerche di mercato bensì di estro e caso. Com’è stato per la Kelly, sgattaiolata fuori dalle scuderie Hermès al braccio dell’avvenente principessa di Monaco. Si sussurra che i designer abbiano realizzato una delle borse firmate più famose della storia, ispirandosi alle classiche sacche sportive, segmento di punta della casa francese, e che la sua curiosa dimensione a trapezio fu utile a Grace Kelly per nascondere la gravidanza non ancora dichiarata.

Birkin Hermes

Birkin Hermes

Nel trentennio successivo, Hermés realizzerà una borsa pensata appositamente per l’attrice francese Jane Birkin, che ancora oggi porta il suo nome. Il suo punto di forza è la sua forma, duttile ed essenziale, per questo motivo, è stata realizzata in diverse versioni, tra colori vitaminici e pellami pregiati. Le socialite più agguerrite sognano di aggiudicarsene una alla fine di un’estenuante attesa lunga mesi; una realtà diventata leggenda, quando l’ironica ed irriverente Samantha Jones di Sex and The City (l’attrice Kim Cattrall) provò a strapparne una a Lucy Liu.

Bagonghi Roberta di Camerino

Bagonghi Roberta di Camerino

Ma la prima delle it-bag di successo è sicuramente la Bagonghi, di Roberta di Camerino, la mini borsa a mano realizzata in velluto a righe è stata infatti per lungo tempo simbolo delle nobildonne, per diventare un pezzo di storia del Made in Italy, ricercato dalle fashioniste più autorevoli negli shop vintage di tutto il mondo.

Segue a ruota la Speedy di Louis Vuitton, in

Speedy Louis Vuitton

Speedy Louis Vuitton

tela Monogram e Damier. Il bauletto, realizzato negli anni Trenta, è stato da subito il baluardo delle globetrotter, ben presto oscurato dal successo planetario di un’altra creazione di casa LVMH, la

neverfull-louis-vuitton

Neverfull Louis Vuitton

Neverfull: la shopper capientissima più richiesta ai falsari, ma solo l’originale ha la tracolla in pelle di vacchetta.

La sua struttura compatta, che si completa di una semplice chiusura a scatto e rivestimento in pelle dall’elegante effetto matelassé, ne hanno fatta un’icona di stile delle donne dell’alta

 2.55 diChanel.

2.55 di Chanel.

borghesia degli anni Cinquanta e delle giovani ribelli degli anni Ottanta, grazie alla tracolla costituita da un sottile cinturino in pelle che s’intreccia alla catena in metallo: stiamo parlando della 2.55 di Mademoiselle Chanel. Oggi la possiamo trovare portata a spalla dalle millenials più chic, insieme a ballerine e skinny jeans.

Appartiene ad un passato più recente la Jackie di Gucci, omaggio ad una delle più

New Jakie Gucci

New Jakie Gucci

note First Lady americane, conosciuta per il suo look, rigoroso e formale. Le sue forme sono state riprodotte in edizione limitata nel 2010 con il nome di New Jackie, che Frida Giannini volle realizzare in 6 pezzi in pelle di struzzo grigia e in altri 30 in pelle di daino della stessa nuance.

A questa nuova versione deluxe,

la griffe toscana ha deciso di accostare la

New Bamboo Gucci

New Bamboo Gucci

New Bamboo, disponibile solo a Parigi in occasione del restauro della storica boutique di Rue Royale. La classica mini a mano con manico in bambù, è stata realizzata negli anni Quaranta, ma nel 2010 è stata resa disponibile in 3 dimensioni declinate in 25 sfumature di colore dall’avorio all’ambra, fino a quelli più audaci come oro, arancione, bordeaux, blu royal e verde smeraldo.

Di un altro secolo è invece la Baguette, che Silvia Venturini Fendi realizzò nel 1997

Baguette - Fendi

Baguette – Fendi

con una conformazione ad astuccio, per essere portata sottobraccio proprio come il folcloristico sfilatino francese. Molte le versioni esistenti: da quella con decorazioni di paillettes che richiamano l’Hanami, ovvero la festa di primavera del ciliegio in fiore, a quella più recente con fantasia pitonata multicolor, e poi ancora in seta ricamata o avvolta nel nylon con l’inconfondibile stampa del logo a doppia F capovolta.

Peekaboo- Fendi

Peekaboo- Fendi

Spaziosa per eccellenza: è la Peekaboo, la più fotografata al braccio delle star del jet set internazionale. Una delle creazioni più apprezzate della maison romana, è stata reinventata nel 2014 da 10 beniamine della moda: dalla cantante britannica Adele alla designer e architetto di origini irachene Zaha Hadid fino alla top Cara Delevingne. La sua maxibag con il simbolo di Wonder Woman creava una contrasto perfetto con la versione lattiginosa ed elegante dell’attrice Gwyneth Paltrow, e con la trasgressiva in rosso fuoco su stampa cocco pensata da Jerry Hall. Il progetto è stato avviato in occasione dell’inaugurazione del nuovo flagship store Fendi di Londra, un’iniziativa che ha permesso di raccogliere fondi per Kids Company.

Cabas Balenciaga

Cabas Bottega Veneta

In realtà però le borse di culto non sono soltanto dieci. Tra gli anni Novanta e Duemila fanno la loro comparsa sul mercato shopping bag ed handbag che hanno fatto la storia dello stile casual-chic: come La Cabas di Bottega Veneta, col noto motivo intrecciato che è stata la fortuna della maison. Nello stesso periodo sono diventati accessori di successo anche Le Dix Motorcycle by Balenciaga e l’Alexa, della casa di moda britannica Mulberry, le due maxi da portare a mano e a tracolla. La firma spagnola ci ha riprovato dopo poco tempo con la City, dall’accento un po’ rock un po’ bohémien, grazie a piccole borchie e frange svolazzanti che si completano con il curioso specchietto esterno per ritoccarsi il trucco.

Ma questa è anche l’epoca in cui le borse iconiche si liberano della loro essenzialità democratica per ammantarsi di caratteristiche uniche che le rendono riconoscibili agli occhi delle vere modaiole, per merito di dettagli preziosi e grintosi. Com’è accaduto per la Skull Clutch di Alexander McQueen, una struttura rigida e squadrata

Miss Sicily Dolce e Gabbana

Miss Sicily Dolce e Gabbana

tempestata di cristalli che termina con un’aggressiva impugnatura ad anelli, o la Miss Sicily di D&G, diventata status symbol anche per le giovanissime, grazie ai suoi molteplici modelli, dalla pelliccia colorata al macramè.

Circa 10 anni prima, Dior lancia Lady, la mini

rettangolare che le fashion addicted amano tenere al braccio. È caratterizzata dal tipico motivo cannage della pelle e dal logo realizzato in preziosi charm. Rifiniture extralusso anche per

Muse Yves Saint Laurent

Muse Yves Saint Laurent

La Muse di Yves Saint Laurent del 2006. Ben quaranta i pezzi che

ne compongono la linea, rotonda e golosa, ispirata ad una borsa da bowling di gusto vintage.


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